(glossario)
Glossario delle startup: oltre 60 parole spiegate semplici.
Chi entra nel mondo delle startup si trova davanti un vocabolario fatto di parole inglesi, sigle e metafore: pivot, MVP, runway, churn. Molte non hanno una traduzione italiana diffusa, e chi le usa spesso dà per scontato che tutti le conoscano.
Questo glossario raccoglie i termini che contano davvero, divisi per tema. Per ognuno trovi la traduzione, quando esiste, e il significato in una o due righe. Dove serve, un link alla guida completa.
Pivot: significato e traduzione
To pivot in inglese significa «ruotare attorno a un perno»; pivot è il perno stesso. Nel basket indica il movimento del giocatore che tiene un piede fermo a terra e ruota con l’altro per cambiare direzione.
Nel linguaggio delle startup fare pivot significa cambiare una parte fondamentale del progetto, come il cliente, il problema, il prodotto o il modello di ricavo, mantenendo quello che si è imparato. Non è ricominciare da zero: un piede resta fermo. In italiano si dice anche «cambiare rotta» o «riposizionarsi», ma il termine inglese è ormai di uso comune.
Esempi famosi: Slack è nato come strumento interno di un’azienda di videogiochi, Instagram da un’app di check-in chiamata Burbn. Per capire quando conviene, leggi iterare o fare pivot.
Idea e validazione
- Validazione. Il processo con cui si verifica, con prove concrete, che un problema esiste e che qualcuno è disposto a pagare per risolverlo. Vedi come validare un’idea.
- Ipotesi. Ogni affermazione sul business non ancora verificata: chi è il cliente, quanto pagherà, come lo raggiungeremo.
- Customer discovery. La fase in cui si parla con i potenziali clienti per capire se il problema è reale. Fa parte del customer development di Steve Blank.
- Customer development. Il metodo di Steve Blank per costruire una startup partendo dai clienti, in quattro fasi: discovery, validation, creation, company building.
- Lean startup. Il metodo di Eric Ries basato su cicli rapidi di costruzione, misura e apprendimento, per sprecare meno tempo e soldi.
- Build, measure, learn. «Costruisci, misura, impara»: il ciclo alla base della lean startup.
- The Mom Test. Un metodo per fare interviste ai clienti senza ricevere risposte di cortesia. Guida completa: The Mom Test in italiano.
- Lean Canvas. Un modello di business su una pagina, in nove riquadri, pensato per le startup. Vedi l’esempio pratico.
- Business Model Canvas. Il modello di Alexander Osterwalder da cui deriva il Lean Canvas, più adatto ad aziende con un modello già noto.
- Jobs To Be Done (JTBD). «Il lavoro da svolgere»: un modo di analizzare i clienti chiedendosi quale compito stanno cercando di portare a termine quando scelgono un prodotto.
- Smoke test. Una pagina che presenta un prodotto non ancora esistente per misurare quante persone mostrano interesse reale, per esempio iscrivendosi o cliccando «acquista».
- Early adopter. I primi clienti, quelli che hanno il problema in modo così forte da provare una soluzione ancora imperfetta.
- Design partner. Un primo cliente che collabora alla definizione del prodotto in cambio di accesso anticipato, spesso a condizioni agevolate.
Prodotto
- MVP (Minimum Viable Product). «Prodotto minimo funzionante»: la versione più semplice del prodotto che permette di imparare dai clienti veri. Vedi come costruire un MVP.
- Prototipo. Una simulazione del prodotto, anche non funzionante, usata per testare un’idea o un’interfaccia.
- Concierge MVP. Un MVP in cui il servizio viene svolto a mano, senza software, per verificare che le persone lo vogliano.
- Wizard of Oz. «Mago di Oz»: un prodotto che sembra automatico ma dietro cui lavora una persona.
- Product-market fit (PMF). «Adattamento tra prodotto e mercato»: il momento in cui il prodotto soddisfa davvero un mercato abbastanza grande. Vedi come capire se ci sei.
- Roadmap. Il piano delle funzionalità e delle priorità del prodotto nel tempo.
- Iterazione. Un ciclo di miglioramento: si cambia una cosa, si misura l’effetto, si decide il passo successivo.
- Onboarding. Il percorso con cui un nuovo utente impara a usare il prodotto e arriva al primo risultato.
- Aha moment. Il momento in cui l’utente capisce il valore del prodotto per la prima volta.
- Feature. Una funzionalità del prodotto.
- SaaS (Software as a Service). Software usato online in abbonamento, senza installazione.
- No-code. Strumenti che permettono di costruire prodotti digitali senza scrivere codice, utili per MVP rapidi.
Crescita e metriche
- KPI (Key Performance Indicator). Indicatore chiave di prestazione: un numero che misura se si sta andando nella direzione giusta.
- North Star Metric. «Metrica stella polare»: l’unico numero che riassume meglio il valore che il prodotto crea per i clienti.
- Traction. «Trazione»: le prove concrete di crescita, come clienti, ricavi o utilizzo, che dimostrano che il mercato risponde.
- Churn rate. Tasso di abbandono: la percentuale di clienti che smettono di usare o pagare il prodotto in un periodo.
- Retention. Fidelizzazione: la percentuale di clienti che restano nel tempo. È il segnale più affidabile di product-market fit.
- CAC (Customer Acquisition Cost). Costo di acquisizione cliente: quanto si spende in media per ottenere un nuovo cliente.
- LTV o CLV (Lifetime Value). Valore del cliente nel tempo: quanto ricavo porta in media un cliente per tutta la durata del rapporto.
- LTV/CAC. Il rapporto tra valore del cliente e costo per acquisirlo. Un valore intorno a 3 è considerato sano.
- MRR e ARR. Ricavi ricorrenti mensili (Monthly Recurring Revenue) e annuali (Annual Recurring Revenue), tipici dei SaaS.
- Conversion rate. Tasso di conversione: la percentuale di persone che compiono l’azione desiderata, come iscriversi o acquistare.
- Funnel. «Imbuto»: il percorso dal primo contatto all’acquisto, con le perdite a ogni passaggio.
- Growth hacking. Tecniche di crescita rapide e a basso costo, basate su esperimenti continui.
- Go-to-market. La strategia con cui un prodotto arriva ai clienti: a chi, con quale messaggio, attraverso quali canali, a che prezzo.
- Scalabilità. La capacità di crescere nei ricavi senza che i costi crescano allo stesso ritmo.
Soldi e finanziamenti
- Bootstrapping. Far crescere la startup con risorse proprie e con i ricavi, senza investitori esterni.
- Burn rate. Quanto denaro la startup consuma ogni mese.
- Runway. «Pista di decollo»: per quanti mesi la startup può andare avanti con la cassa attuale. Si calcola dividendo la cassa per il burn rate.
- Break-even. Il punto di pareggio, in cui i ricavi coprono i costi.
- Pre-seed. Il primissimo finanziamento, spesso da founder, amici, famiglia o business angel, per validare l’idea.
- Seed. Il round di finanziamento iniziale, per costruire il prodotto e trovare il product-market fit.
- Serie A, B, C. I round successivi, per crescere su scala sempre più ampia dopo aver dimostrato che il modello funziona.
- Business angel. Un investitore privato che mette capitale proprio nelle startup in fase iniziale, spesso portando anche esperienza e contatti.
- Venture capital (VC). Fondi che investono in startup ad alto potenziale in cambio di quote, accettando un rischio elevato.
- Equity. Le quote di partecipazione nella società.
- Dilution. Diluizione: la riduzione della percentuale posseduta dai soci quando entrano nuovi investitori.
- Valutazione pre-money e post-money. Il valore della startup prima e dopo l’ingresso del nuovo investimento.
- SAFE (Simple Agreement for Future Equity). Un accordo nato negli Stati Uniti per investire oggi e ricevere quote al round successivo. In Italia si usano soluzioni simili, come il finanziamento soci convertendo.
- Term sheet. Il documento con le condizioni principali di un investimento, prima del contratto definitivo.
- Vesting. Il meccanismo con cui le quote di un socio maturano nel tempo, per proteggere la società se qualcuno se ne va presto.
- Cap table. La tabella che mostra chi possiede cosa nella società.
- Exit. L’uscita degli investitori o dei fondatori, di solito con la vendita della società o la quotazione in borsa.
Modelli ed ecosistema
- Startup. Un’organizzazione temporanea che cerca un modello di business ripetibile e scalabile, secondo la definizione di Steve Blank. Vedi come lanciare una startup.
- Startup innovativa. In Italia, una società che rispetta i requisiti di legge sull’innovazione ed è iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, con agevolazioni dedicate.
- Startup studio. Una struttura che crea startup in modo continuativo, partecipando con team, competenze e capitale. Vedi cos’è uno startup studio.
- Incubatore. Un programma che offre spazi, servizi e supporto alle startup nelle prime fasi.
- Acceleratore. Un programma di pochi mesi, spesso con un piccolo investimento, per far crescere rapidamente startup già avviate.
- Founder e co-founder. Fondatore e cofondatore della startup.
- B2B, B2C, B2B2C. Vendita ad aziende (business to business), a consumatori (business to consumer), o a consumatori attraverso un’azienda.
- Marketplace. Una piattaforma che mette in contatto chi offre e chi cerca, guadagnando sulle transazioni.
- Freemium. Un modello in cui il prodotto base è gratuito e le funzioni avanzate sono a pagamento.
- Unicorno. Una startup non quotata con una valutazione superiore a un miliardo di dollari.